nuisance

A tre giorni di distanza dal concerto, ho ancora il rullante degli Helmet che mi suona nelle orecchie.
E come con tutti i rumori in loop ci sto cantando sopra e componendo cose a caso.
Cose che mi ritrovo a scrivere a mano su un quaderno e mi sembra passato un secolo dall’ultima volta che mi sono messa a scrivere sul mio diario, parlo di quello di carta, carta e penna, o matita, come quella lontana estate in cui ho tenuto un quaderno a matita e quando sono tornata a rileggerlo l’ho cancellato, e strano a dirsi, tutto quello che ho cancellato me lo ricordo bene.

dark

Cerco una chiave, un modo soft di criptare le mie intenzioni, senza farmi violenza.
Forse l’inchiostro quando viene assorbito dalla carta mi è amico, anche se quello che scrivo mi tormenta.
Come filo spinato sotto le unghie.

puntura nervosa

fastidio-fastidio
/
lacerazione sottile

La mia rivoluzione è nell’aria e non ho più voglia di aspettare.
Ma non tutto è pronto e se c’è una cosa che proprio non ho mai avuto è la pazienza.
L’attesa brucia tutta la mia poca volontà.
Oggi avrei bisogno di uno spazio, mentale, in cui trattenere quella volontà, un barattolo ermetico, da nascondere nel bunker del mio intelletto.

Semino trappole che spero di dimenticare.

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