trapped in the very deep

Ho iniziato di nuovo a fare i sogni post apocalisse, di quelli che ti fanno svegliare più stanca di quando ti sei messa giù.

Nei miei sogni ci sono sempre delle costanti:

Una catastrofe
Scale pressoché infinite che quasi mai riesco a salire
Labirinti di strade che si ripetono in loop e mi allontanano dal traguardo
Acqua torbida in cui sono costretta a immergermi

Almeno una di queste dannazioni è presente in ogni mia notte.

E in questa particolare notte dovevo immergermi in una pozza d’acqua rettangolare, come una piscina in una stanza, non si vedeva il fondo, si percepivano ciottoli più o meno arrotondati, resi viscidi dalle alghe, e anguille o murene o draghi o serpenti marini chennesò. Nuotavo da una stanza all’altra, proseguendo il mio percorso verso cosa non saprei, ma era importante. Poi, al fondo dell’ultima stanza, lunga qualche decina di metri, una vetrata azzurro sporco fatta di fondi di bottiglia. Lì l’acqua sembrava più limpida, ma sempre abitata da una qualche viscida entità strisciante. Mi sedevo su una trave e congelavo alla ricerca di un diverso orizzonte, poi ho aperto gli occhi.

Immag042 (2)

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