magical dirt

E’ buffo come certe cose se hai pazienza te le ritrovi a un passo. Vedi i Radio Moscow, dovevamo andarli a sentire a Varazze, ma lavoravo fino a tardi, poi a Padova [in quello che si prospettava un festival fighissimo, e io amo Padova!] ma, è troppo distante per una toccata e fuga.
Poi Robbo mi da la buona notizia che si è aggiunta una data a Torino.

Adoro immergermi in quel suono. E’ come se mi aggiustasse dall’interno.
Lo Stoner è il mio migliore amico …e padre, fratello, amante…
Il basso tesse una rete di corda grezza e buia che mi tiene sospesa a mezz’aria e tutto il resto mi si ricama intorno in un mondo di luci colorate.
Un flashback mi riporta dritta al concerto di Brant Bjork e ai Karma to Burn, con la cassa che mi rimbalzava dritta contro il diaframma e alla prima volta che ho sentito suonare questo genere quasi vent’anni fa e alla prima volta che ho ascoltato Blues for the Red SunWelcome to Sky Valley su cd e poi dal vivo un sacco di anni dopo insieme a Eda e anche al fighissimo live dei Fu Manchu

I Radio Moscow sono bravi e belli, e genuini, si è la parola giusta credo, perché a me tutta questa ostentazione seventies viene un po’ a noia, ma loro non sembravano ostentare nulla. Mi sono piaciuti veramente tanto, perciò devo ringraziare il Blah Blah per aver deviato il loro percorso verso questi lidi.

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