Un giorno questo dolore ti sarà utile

“[…] per me l’atto di pensare e quello di esprimere i pensieri non sono simultanei e neppure necessariamente consecutivi. So di pensare e parlare nella stessa lingua, e so che in teoria non c’è ragione per cui io non possa comunicare i miei pensieri appena si formano o immediatamente dopo; eppure la lingua in cui penso e quella in cui parlo sembrano spesso talmente lontane che mi pare impossibile colmare il vuoto sul momento o anche retroattivamente.” pagina 93

“Sono rimasto lì a guardare il vecchio e il cane che mi passavano davanti. Non volevo pensare a quello che era successo nella galleria, così cercavo di non pensare affatto. Forse per questo ero così stordito. Appena sentivo nascere un pensiero mi dicevo: Non pensare a quello. Non pensarci, non pensarci. Non pensarci. Era come schiacciare tante mosche con lo schiacciamosche” pagina 175

“Un giorno questo dolore ti sarà utile” Peter Cameron 

 


Io poi sono cresciuta, e quel giorno è arrivato.
E ho saputo liberare me stessa, lasciando scorrere il dolore attraverso l’inchiostro di una penna stilografica. Dalle vene dei miei polsi, attraverso il pennino, alla carta, porosa e ingorda che lo attendeva da tempo.
E quel dolore non è più in me. Ha assunto la forma di un ricordo, vivido ma non tagliente.
Evocarlo non mette più paura.

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