updates!

E io che pensavo che la notte fosse fatta per dormire…
E invece è fatta per aggiornare le pagine di WordPress… Ci ho messo mesi, ma alla fine le ho aggiornate!


Tra poche ore suonerà la sveglia e non c’è verso di chiudere gli occhi. Troppi caffè, troppo caldo troppo poco sonno. Ho un violoncello pizzicato che mi accompagna da un paio d’ore. Prima profondo poi stridente. Ci canto sopra dentro di me, cerco di scriverne almeno la ritmica perché è insolita e mi potrebbe tornare utile, la registrerei anche solo sul telefono, ma non voglio svegliare tutti.

music is my radar

Questo è uno di quei momenti in cui non so stare dietro alla valanga di parole che mi frullano in testa in cui tutto è ispirazione che ti grandina addosso e trovi difficile usare la punteggiatura perché vorrebbe dire fermarsi e finché ti muovi c’è la possibilità di sfuggire alla violenza del flusso ma se ti fermi rimani sommerso se ti fermi vai a fondo

per rallentare la caduta devi  d i  l  a   t    a     r     e        l     e        p       a        r         o         l           e
[Deftones_Passenger]

brownies

Io e Eda ci siamo dimenticate la ricetta che avevamo usato l’ultima volta e ne abbiamo provata una nuova, che ha dato pessimi risultati.
Quindi ora mi segnerò qui una versione riveduta e corretta per la prossima volta.

200 g cioccolato extra fondente
200 g zucchero di canna
110 g di burro
3 uova
vaniglia
1 pizzico di sale
100 g di farina
eventuali nocciole…

Sciogliere il burro e il cioccolato a bagnomaria e lasciare raffreddare brevemente.
Da parte montare le uova con lo zucchero il sale e la vaniglia.
Unire i due composti e miscelare con la farina e le eventuali noci/nocciole/pezzi di cioccolato.
Infornare a 170° per non più di 30 minuti.


A cinque anni di distanza rileggo “Inviti Superflui” dalla raccolta “La Boutique del Mistero” di Dino Buzzati.
E’ bello sentire sulla pelle le stesse sensazioni di allora.
Sembra ieri.
Sembra (da) sempre.

 

immaginare la musica

Nonostante sia tantissimo il tempo che passo a scrivere e immaginare la musica mi sorprendo sempre quando un brano prende forma.
Soprattutto quando le parole si vanno a posizionare sulle giuste note.
E sono sempre stata abituata a scrivere da sola i testi, fino a oggi almeno.
Al momento sto lavorando a due pezzi uno scritto da un uomo e uno scritto da una donna.
Parlano di due argomenti molto distanti, il primo legato a un genere specifico e una musica già scritta, il secondo invece al momento è solo un foglio scritto a penna e pieno di pensieri e l’ho letto d’un fiato in pausa a lavoro.
Lei dice che non è un testo ma io ci so leggere attraverso un potenziale assoluto.
Ora ci suonerò sopra e so che le parole andranno al loro posto.